Corsi per massofisioterapisti legge 145 del 30/12/2018

LA PAROLA ALL'ESPERTO SULLA FIGURA DEL MASSOFISIOTERAPISTA
IN SEGUITO ALLA EMANAZIONE DELLA LEGGE 145 DEL 30/12/2018


La Giurisprudenza del TAR Umbria e del Consiglio di Stato (CDS Sez. 3, nn. 3325/2013- 219/2018-2571/2018- 4572/2015) ha avuto modo di suggellare con numerose Sentenze la piena e totale efficacia e dignità professionale del massofisioterapista
Come detto, il Consiglio di Stato ha definitivamente riconosciuto che la professione del massofisioterapista è rimasta configurata nei termini previsti dal vecchio ordinamento, poiché il Ministero Della Sanità non ha individuato nuove figure da formare ed i relativi profili, né ha soppresso i corsi di studio relativi alle figure professionali individuate- così come previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 517/1993.

Massofisioterapista: operatore di interesse sanitario
Si è riconosciuto pertanto che non è mai intervenuto un atto di individuazione della figura del MFT come una di quelle da riordinare o di esplicita soppressione. L'ordinamento sul quale si basava e basa il MFT è costituita da un nucleo di norme che si sono succedute nel tempo:
  • la legge 570/1968 ha istituito la figura del MFT nell'ordinamento repubblicano;
  • ad essa è seguito il DPR 1406/1968 , che ha disciplinato il regolamento ed i programmi di studio;
  • la legge 403/1971 che ha disciplinato le norme sulla professione e sul collocamento del MFT;
  • inoltre i D.M. 7 Settembre 1976, 105/1997 concernenti i programmi ed il DM 10/07/1998 che disciplina la prosecuzione della formazione della figura.
  • La richiamata Giurisprudenza inoltre si occupa di chiarire come si collochi la figura del MFT, nell'ambito delle figure professionali in ambito sanitario. Facendo richiamo al disposto della legge 43/2006 art. 1 comma 2, viene affermato che il MFT non possa essere collocato tra le professioni sanitarie riordinate di cui al comma 1 del medesimo articolo, né tra quelle da riordinare, bensì si colloca tra quelle previste appunto dal comma 2 di operatori di interesse sanitario, per due ordini di motivi:

    1. si tratta di formazione non universitaria, bensì di livello inferiore;
    2. è di competenza regionale, rispetto a quella universitaria che afferisce allo stato.

    **
    Essendo questo il quadro riconosciuto in maniera consolidata dall'ordinamento, nessun riflesso abrogativo è stato prodotto dalla recente Legge n.145 del 30 dicembre 2018 art. 1 comma 542 che ha abrogato l'art. 1 della Legge n. 403/1971, del seguente tenore letterale:
    “Art. 1.
  • La professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisioterapista e' esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanita', sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente.
  • Gli enti mutualistici, previdenziali, assistenziali ed assicurativi sono autorizzati a sostenere o rimborsare le spese per prestazioni massoterapiche e fisioterapiche solo se queste sono effettuate da massaggiatori e massofisioterapisti diplomati, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente. “.

  • Letta la portata letterale dell'articolo in questione si evidenzia come tale abrogazione possa essere considerata anche come un fatto positivo e di chiarezza ed in linea con la posizione assunta dalla giurisprudenza;
    infatti abrogando il comma 1, si è abrogata la parte ove si definiva la figura come professione sanitaria ausiliaria;
    Si è visto come la giurisprudenza abbia collocato il MFT tra le figure sanitarie di operatori di interesse sanitario di cui al comma 2 dell'art. 1 legge 43/2006;
    Inoltre, abrogando sempre il primo comma è stata abrogata quella parte che stabiliva che l'attività di massofisioterapista e' esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanita' (funzione, quest'ultima, attribuita alle Regioni con la loro istituzione, ai sensi dell'art.117 della Costituzione).
    Come si è visto, una tale affermazione non corrisponde più al sistema normativo in vigore soprattutto alla luce della legge 43/2006 che prevede appunto che per gli operatori di interesse sanitario la competenza alla formazione è regionale.

    Chiarezza per la figura del Massofisioterapista
    Pertanto l'abrogazione dell'art. 1 comma 1 della legge 403/1971 nulla ha innovato rispetto alla posizione ormai assunta e chiarita dalla giurisprudenza, ed anzi, tale abrogazione va in tal senso, portando soltanto chiarezza all'intero sistema.
    L'abrogazione del secondo comma dell'art. 1 della legge 403/1971 non ha fatto altro che eliminare una norma che ormai creava problemi ed ormai superata dalla posizione assunta rispetto alla equipollenza ai fini della detraibilità.La posizione assunta in merito è nota e consiste (giusta o ingiusta che sia) nella non detraibilità delle spese per prestazioni effettuate da MFT post 1999.
    Da quanto sopra illustrato, si evidenzia pertanto, come la legge 145/2018, non abbia soppresso la figura di MFT, né abbia soppresso l'intera legge 403/1971 - limitandosi all'abrogazione del solo art. 1- né ha abrogato la legge 570/1961, né il DPR 1406/1968, né l'intero impianto normativo esistente.
    In conclusione. iI massofisioterapista rimane una figura viva nell'ordinamento giuridico nazionale, classificato come “operatore di interesse sanitario” abilitato a svolgere attività di riabilitazione osteo-muscolare dietro prescrizione medica e, pertanto, assolutamente non interessata da ipotesi di equipollenza giuridica e funzionale con il fisioterapista, professione sanitaria questa, svolgibile previo obbligo di iscrizione all'Albo istituito ai sensi della legge n.3/2018.
    L'iscrizione al'Albo non è invece consentita ai massofisioterapisti. La competenza di programmazione e di autorizzazione dei corsi di formazione è, come detto, esclusivamente della Regione.

    I corsi per Massofisioterapisti restano validi
    Restano pertanto pienamente validi, anche con l'emanazione della legge 145/2018, i corsi di formazione della figura accreditati-autorizzati dalla Regione Umbria e ad essi si potrà ancora accedere con i requisiti di istruzione scolastica già stabiliti dall'ordinamento.

    Avv. Massimo Metelli
    del Foro di Perugia